...Ma davvero costruiranno una chiesa in fondo alla via?
Noi ragazzi della via Concordia ce lo chiedavamo stupiti. ...

Così ha scritto una parrocchiana nel libro "I trent'anni di Sant'Adele", pubblicato nel 2000.

Lo stupore, ma insieme anche la gioia erano i sentimenti di chi vedeva negli anni 1960 - 1970 fiorire non solo case là dove c'erano i campi, ma anche una chiesa, espressione visiva della presenza di Dio nella città dell'uomo.

Negli Anni 50 un grande proprietario di terre vendette a piccoli lotti tutta l'area che dal Naviglio Grande arrivava all'attuale Chiesa; nella totale assenza di una normativa comunale e di un piano regolatore, furono consentite le più disparate, libere e fitte edificazioni.

A comprare e a costruire erano generalmente emigrati da altre regioni, che si stabilivano alle porte di Milano, dove avevano trovato lavoro.
Molti costruivano la propria casa con sacrifici enormi e con le proprie mani.

Il quartiere che si era costruito fu subito definito "la Corea"; questo per la sua disomogeneità di presenze, strade strette, estrazione sociale semplice dei nuovi abitanti.Qui la Curia di Milano, con l'Arcivescovo Montini prima e poi con il Cardo Colombo, volle fortemente la costruzione di un edificio dedicato a Dio e la nascita di una nuova comunità parrocchiale che poteva diventare riferimento non solo spirituale ma anche educativo, pastorale e sociale nei confronti della popolazione.

Tra la posa della prima pietra, primavera 1964, e il 24 settembre 1968, data di consacrazione dell'attuale chiesa parrocchiale di Sant'Adele, una cappellina divenne, piano piano, chiesa, edificio di culto per una nuova comunità, costola della parrocchia centrale di Corsico - Santi Pietro e Paolo.

La chiesa è dedicata a Sant'Adele ma l'atto di consacrazione, conservato in sacrestia, la dedica a Santa Agnese e Sant'Adele. L'impressione è che dovesse essere dedicata a Santa Agnese (vedi il grande disegno posto in Ufficio Parrocchiale), ma poi diventò Sant'Adele come memoria e ringraziamento alla nobildonna che donò il terreno per l'edificazione, la signora Uggè Adele.