Agorà 9 Novembre 2014

Oggi 9 novembre, festa liturgica di Nostro Signore Gesù
Cristo, Re dell'Universo, è la
GIORNATA DIOCESANA della CARITAS

PANE E PAROLA
"Voi stessi date loro da mangiare " (Mc 6,37)

Fede cristiana, Eucaristia, Responsabilità sociale

La Caritas Diocesana ci invita a riflettere sul tema "Pane e Parola" che non è altro che la ripresa e l'approfondimento del tema dello scorso anno "opere e parole".

Perché "Pane e Parola" significa dire come la fame dell'uomo non sia riducibile al piano materiale, certamente necessario, ma non sufficiente a descrivere l'essere umana.

C'è una fame di pane, dunque, a cui rispondere attraverso tutte le iniziative di solidarietà e di superamento delle iniquità che segnano il vivere umano. Ma contemporaneamente c'è una fame di parola che significa una fame di relazioni senza le quali la vita dell'uomo rischia di essere una "non vita".

Non basta avere lo stomaco pieno. E' necessario sapere perché vivere, per chi vivere.

Questo significa avere fame di parola, fame di un significato bello e convincente da dare alla vita.

Che cosa è pane, che cosa è nutrimento per gli uomini, di che cosa si nutrono ?

Gesù aveva un'attenzione spiccata per le folle senza pane e ci ha insegnato a chiederlo nella preghiera al Padre che è nei cieli.
ma con tutta la sua vita ci ha pure insegnato che non di solo pane si vive, bensì anche di parole alte, che mettono in moto i sogni e la vita.

Quante volte Lo abbiamo sorpreso nelle pagine dei Vangeli nell'atto di nutrire le folle, nutrirle di parola e, insieme, di pane.
Ma nei Suoi pensieri il pane non è mai un pane di accumulo, e nemmeno un pane che piova dall'alto magicamente : nasce da una fatica e sfocia in una condivisione. A farci grandi non è tanto il pane che si riceve, ma il pane che si dona.

Il nostro " Centro di Ascolto Caritas" di Via Monti a Corsico si pone in questo bivio:

- raccogliere il "pane materiale" e ridistribuirlo
- accogliere ed ascoltare chi è nella solitudine del bisogno, della sofferenza, delle difficoltà quotidiane per aiutare e ritrovare le risorse necessarie al fine di riacquistare autonomia, stima e fiducia in se stesso.

E' un compito arduo, impossibile se lasciato ai soli volontari della Caritas: diventa sostenibile quando è tutta la Comunità, cristiana e civile, che si fa carico della povertà, delle nuove povertà condividendo risorse e forze.

Tutti sappiamo che in questo lungo tempo di "crisi finanziaria, occupazionale, della casa e altro" si allarga il divario fra ricchi e poveri: i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sono sempre è i poveri e questi ultimi vanno aumentando in modo vertiginoso.
C'è una sola risposta che può portare un po' di luce e speranza: è la solidarietà. E' una parola un po' logora ma indica molto di più di qualche atto sporadico di generosità: richiede di creare una nuova mentalità che pensi in termini di comunità, di priorità della vita di tutti rispetto al possesso di beni ed al potere economico. Tutto questo ce lo ricorda Papa Francesco nell'enciclica Evangelii Gaudium.

 

E' possibile scaricare una copia dell'Agorà della settimana cliccando qui.
sabato 8 novembre 2014 11:30:00 Categorie: Agorà